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Pratiche Auto
21/04/2021

Il Documento Unico di Circolazione: che cos'è e a cosa serve

Il Documento Unico di Circolazione (DU) andrà nei prossimi mesi a sostituire il Libretto di Circolazione e il Certificato di Proprietà, inglobando le funzioni di entrambi in un unico documento. Scopriamo le ultime notizie e aggiornamenti sul tema.
Il Documento Unico di Circolazione: che cos'è e a cosa serve

Dal mese di Maggio 2020 è iniziato il lento processo che porterà al rilascio del nuovo Documento Unico di Circolazione (DU) dei veicoli che circolano sul territorio italiano.

Vediamo di cosa si tratta, a cosa serve e cosa cambia per gli automobilisti.

Cos’è il Documento Unico di Circolazione

Il Documento Unico di Circolazione è un nuovo documento che andrà progressivamente a sostituire sia la Carta di Circolazione conosciuta anche come Libretto di Circolazione, che il Certificato di Proprietà (CdP), riunendo in un unico documento tutti i dati relativi al veicolo che prima si trovavano in questi due documenti separati (quelli relativi ai dati tecnici forniti del Ministero dei Trasporti, e quelli relativi alla proprietà gestiti dal PRA - Pubblico Registro Automobilistico). Si tratta dunque di una vera e propria nuova carta di identità dell’automobile.

L’approvazione tramite decreto del Documento Unico di Circolazione dei veicoli risale a qualche anno fa con l’atto DL 98/2017 del mese di Giugno 2017. L’obiettivo di questa nuovo documento è quello di ridurre le pratiche burocratiche per gli automobilisti così come i costi ad esse collegati.

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Fino ad ora infatti i proprietari di un veicolo erano abituati ad avere a che fare con due diversi certificati: da una parte il Certificato di Proprietà emesso dal PRA e gestito in collaborazione con l’ACI (Automobil Club Italiano), e dall’altra parte il Libretto di Circolazione rilasciato dalla Motorizzazione Civile, per conto del Ministero dei Trasporti.

Il nuovo Documento Unico di Circolazione riunirà tutti i dati tecnici relativi al veicolo (cilindrata, potenza, numero di posti, massa, emissioni, misure degli pneumatici, ecc.), con i dati sul proprietario o guidatore abituale in caso di noleggio a lungo termine (data e luogo di nascita, residenza, ecc.) e la situazione giuridica del mezzo (ipoteche, fermi amministrativi, ecc.).

A cosa serve il Documento Unico di Circolazione

Sostanzialmente il Documento Unico di Circolazione (DU) serve a snellire le pratiche burocratiche, semplificare la documentazione da custodire per il proprio automezzo e a far risparmiare soldi agli automobilisti (questo avviene solo in teoria).

L’uso di questo nuovo documento segue la direttiva europea per il settore, che vuole per l’appunto ridurre la burocrazia di certe procedure. Ad esempio nel caso della compravendita di un veicolo, in futuro il passaggio di proprietà potrà avvenire grazie ad una semplice firma elettronica in agenzia e la stampa del nuovo DU seduta stante (anche su questo gli intoppi burocratici e le lunghe procedure dei sistemi delle amministrazioni pubbliche si interpongono tra la teoria e la pratica).

Documentazione-auto-1341

Documentazione auto

Il nuovo Documento Unico di Circolazione si materializzerà proprio al momento della vendita o acquisto del veicolo. Coloro che già posseggono un’auto per il momento non sono obbligati a disfarsi dei vecchi documenti attualmente in possesso almeno fino ad un nuovo passaggio di proprietà o rottamazione del mezzo.

Dal punto di vista economico gli automobilisti potranno risparmiare circa 40 euro nella gestione di diverse pratiche. I costi che vengono tagliati ad esempio sono quelli di due bolli e delle pratiche di registrazione del veicolo presso il Pubblico Registro Automobilistico (PRA).

Il risparmio economico riguarda anche la pubblica amministrazione, che avrà meno costi di produzione, gestione, controllo e archiviazione della documentazione e potrà verificare in tempo reale le informazioni del veicolo, anche se rimangono ancora separati gli istituti che gestiscono le varie procedure, ovvero PRA, Motorizzazione Civile e ACI.

Nuovo e vecchio sistema, i pro e contro

Se da una parte il nuovo sistema si propone di semplificare e digitalizzare le pratiche auto, dall’altra parte per il momento si riscontrano diverse difficoltà di comunicazione tra i sistemi degli enti coinvolti come il Pubblico Registro Automobilistico.

Facciamo un esempio: se prima ogni volta che avveniva un passaggio di proprietà di un veicolo, una volta firmato l’atto di vendita, si stampava un’etichetta nuova da applicare al libretto ed il nuovo proprietario aveva in mano il libretto aggiornato. Dopo circa 3-4 giorni il PRA aggiornava in automatico i dati a sistema con quelli del nuovo proprietario, ma questo non aveva impatto sugli utilizzatori.

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Carta di Circolazione

Oggi con il nuovo DU spesso le agenzie non sono in grado di stampare il nuovo documento in quanto la procedura è lunga e laboriosa, la firma avviene solo attraverso un tablet che è collegato con la Motorizzazione, per cui se il collegamento non funziona non si può procedere all’atto di vendita.

Il sabato poi il PRA non funziona e quindi per la stampa del nuovo DU bisogna aspettare il lunedì (le compagnie di assicurazione sono invece aperte) e quindi si generano problemi che prima non c’erano.

Non solo, una volta osservando il libretto, si potevano vedere i proprietari precedenti del mezzo, tutte le revisioni effettuate e le variazioni di residenza e cambi d’uso (uso privato o noleggio). Oggi il nuovo DU non è più un documento parlante (in termini di storia del veicolo e dei proprietari) ed è un peccato perché già dal libretto si potevano ottenere molte informazioni sullo stato d’uso che ora andranno perse.

Attualmente per vedere il numero di proprietari è necessario effettuare una visura presso un’agenzia di pratiche auto (ha un costo di circa 15 euro) mentre prima si vedeva a prima vista e si distinguevano i proprietari veri (privati o aziende) da quelli virtuali (concessionari o rivenditori) che non utilizzano il mezzo.

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Carta di Circolazione in basso a destra

Un caso a parte è quello delle auto di interesse storico. Per queste vetture la vendita genererà in automatico la creazione del nuovo DU ma il proprietario potrà conservare i documenti di circolazione originali (ancorché invalidati fisicamente in Motorizzazione - siamo al Medioevo) e preservare in questo modo il valore storico intrinseco dell’automobile. Anche qui siamo di fronte ad uno sfregio poiché il libretto originale è parte integrante delle vetture d’epoca.

Bisogna fare molta attenzione e controllare che sul nuovo DU, affinché sia valido per circolare ed in regola con il passaggio di proprietà a cliente privato, in prima pagina in basso a destra, ci dovrà essere scritto: "N. progressivo PRA XX/YYYYYYY Scrittura Privata del GG-MM-AAAA Vincoli/Gravami: no Foglio 1 di 1".

Ultime notizie sul Documento Unico di Circolazione

L’entrata in vigore del Documento Unico di Circolazione dal 2020 è slittata in avanti ed avverrà progressivamente. Le associazioni del settore automotive infatti hanno segnalato come diversi problemi tecnici ed inefficienze del sistema digitale, sommate ai disagi provocati dalla pandemia, abbiano fatto sì che le pratiche per il passaggio al nuovo documento siano parecchio complicate ed avvengano in tempi molto lenti.

La nuova proroga del Documento Unico di Circolazione sposta dunque la sua piena entrata in vigore ed attuazione dal 31 marzo al 30 giugno 2021.

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In questa fase di transizione è previsto che il Libretto di Circolazione ed il Certificato di Proprietà del veicolo che siano stati emessi prima dell’effettiva entrata in vigore del nuovo DU saranno comunque validi fino alla loro scadenza naturale quando verranno sostituiti dal Documento Unico di Circolazione.

Inoltre, in base alla normativa del Documento Unico di Circolazione, dal 31 marzo 2021, in caso di smarrimento, furto, deterioramento o distruzione del Certificato di Proprietà del veicolo o della Carta di Circolazione, non verrà più rilasciato il duplicato di questi due fogli ma verrà direttamente emesso il nuovo Documento Unico di Circolazione.

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