Scompare Lee Iacocca, il leader carismatico di Mustang e Chrysler

La carriera in Ford e come ha salvato Chrysler
Scompare Lee Iacocca, il leader carismatico di Mustang e Chrysler

Da figlio di immigrati di San Marco dei Cavoti nel Beneventino a presidente della Ford e poi della Chrysler, ci lascia un uomo che ha scritto la storia dell’auto in America del secolo scorso.

Lee Iacocca ha studiato fino a prendere un Master alla Princeton University in ingegneria, titolo che gli ha permesso di entrare in Ford Motor Company nel 1946. Nel 1970 era presidente della società.

La carriera in Ford Motor Company

In breve tempo l’ingegnere si trasformò in esperto di marketing. Nel 1965 lanciò la Mustang, la Pony Car. Fu il padre della Mustang, insistette tanto per questo prodotto con il management che era più conservativo e la sviluppò in 18 mesi. Nel 2018 raggiunse i 10 milioni di esemplari prodotti. L’idea era di partire da una vettura di produzione corrente per sviluppare una sportiva economica che andasse bene per andare a lavorare in settimana, in discoteca il sabato, in chiesa la domenica.

Sportiva ma accessibile, con prezzo basso quindi, non estrema e costosa come la cugina Corvette. Il segreto della formula fu quello di spingerla con decisione all’interno dell’azienda e, soprattutto, di calibrare ed impacchettare il prodotto in modo che il mercato lo percepisse nella maniera appropriata. Oggi Mustang, il cavallo selvaggio che regna sulla maschera del radiatore, è un marchio a sé, di grande valore, nella galassia Ford. E’ la sportiva più venduta di sempre.

Lee Iacocca e la Mustang del 1965

Lee Iacocca e la Mustang del 1965

Gli andò male con la Pinto che doveva essere la piccola vettura a basso costo per il periodo post crisi petrolifera e risultò essere causa di problemi tecnici e di qualità soprattutto. L’incompatibilità di carattere con il successore di Henry Ford, Hernry Ford Jr., generarono la rottura con la Casa dell’ovale blu. Siamo nel 1978, fu licenziato.

Una nuova vita in Chrysler

Come il padre, che si occupava di gestione di sale cinematografiche ad Allentown Pennsylvania e perse tutto con la crisi del 1929, così Lido Anthony detto Lee, ricomincia la sua magistrale carriera presso la concorrente Chrysler. Abile, scaltro e grande esperto di mercato e di comunicazione, in pochi anni diventa amministratore delegato e presidente del consiglio di amministrazione della terza Casa Automobilistica americana che però ha grandi problemi finanziari.

Riuscì inoltre, e questo fu fondamentale per la sopravvivenza della società, ad ottenere dal Congresso Americano l'autorizzazione ad un bailout (garanzia governativa, di fatto un prestito) da 1,5 miliardi di dollari per salvare la compagnia ed investire in nuovi prodotti. Un debito che Chrysler poi ripagò in anticipo rispetto ai tempi stabiliti.

Iacocca in Chrysler

Iacocca in Chrysler

I nuovi prodotti

Così all’inizio degli anni ’80 Lee Iacocca crea la K-car platform (per la prima volta con l'adozione della trazione anteriore e del motore trasversale, oltre a sospensioni anteriori indipendenti ed una semi-indipendente posteriore) che rilanciò la Chrysler e poi inventando di sana pianta una nuova categoria di vetture: i Monovolume e Minivan, veicoli destinati alle famiglie (come il Voyager), che poi si diffusero in tutto il mondo e traghettarono le classiche station wagon ai moderni SUV.

Chrysler Plymuth - Dodge Voyager

Chrysler Plymuth - Dodge Voyager

La crisi finanziaria di Chrysler

Salvò Chrysler dalla bancarotta grazie alla durezza delle azioni intraprese (tagli e razionalizzazioni) ed alla determinazione della sua gestione manageriale, si ridusse lo stipendio ad un dollaro all’anno per dare l’esempio e negoziare tagli con i sindacati (guadagnò con premi produzione e stock option che aumentavano di valore man mano che l’azienda si ristrututrava).

Le sue spiccate doti carismatiche e di comunicazione lo spinsero a metterci la faccia direttamente negli spot pubblicitari. Questa sua frase divenne famosa: If you can find a better car, buy it (“Se riuscite a trovare un’auto migliore, compratela”).

A Lee Iacocca dobbiamo anche la lui anche macchine da sogno come la Viper e la Lamborghini Diablo, eh sì, la Casa auto sportive di S. Agata Bolognese è stata per un breve periodo di proprietà Chrysler (1987-1994).

Lee fu anche il fautore dell’acquisizione da parte della Chrysler di AMC nel 1987, che portò la profittevole divisione Jeep in casa, allargando l’offerta di prodotto ai fuoristada, molto profittevoli. Oggi Jeep è il marchio in maggiore crescita del gruppo FCA (Fiat Chrysler Automobiles).

Time di Marzo 1983

Time di Marzo 1983

La terza vita

La sua autobiografia uscita nel 1984 divenne un best-seller con 7 milioni di copie vendute ed egli arrivò ad un passo dalla candidatura alla presidenza degli Stati Uniti, come successore di Regan. Nel 1993, dopo quarantasei anni passati nell' industria automobilistica, lasciò Chrysler e disse: "Nessuno può essere un cow-boy per tutta la vita, neanche io".

Si dedicò con passione anche alla fondazione Ellis Island ed al restauro della statua della Libertà.

Sostenne George W. Bush alle elezioni presidenziali del 2000 (Repubblicano), ma nel 2004 invece sostenne l'avversario di Bush John Kerry (Democratico).

Un anno fa abbiamo salutato il secondo salvatore della Chrysler, Sergio Marchionne, che può essere considerato un Iacocca dei tempi moderni.

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