Sportive
13/02/2018

Torna la Stratos, grande mattatrice dei Rally

Chi non si ricorda la Lancia Stratos che vinceva tutti i rally negli anni ’70 con Sandro Munari e Mario Mannucci? Qualcuno la chiamava “la Reine” – la regina.
Torna la Stratos, grande mattatrice dei Rally
Lancia Stratos in pista

Quante volte abbiamo sognato di farci un giro e magari di essere Al Rally per eccellenza, a Montecarlo al Col de Turini di notte con la strada innevata? La Stratos ha vinto tre mondiali rally, e di Montecarlo ne ha vinti ben quattro, oltre ai tre campionati italiani, uno di Francia, per menzionare i più rilevanti.

La Stratos è tornata ma non è più la Lancia a concepirla ma, incredibile ma vero, è nata dalla passione di un collezionista tedesco che ama i modelli negli anni ’70, Michael Stoschek.


La Manifattura Automobili Torino (fondata dall’allora capo progetto della sportiva, Paolo Garella, ex Pininfarina) ha seguito il progetto.

Partendo da una base telaio/motore Ferrari F430 con passo accorciato, ha quindi sviluppato la vettura realizzando una pura sportiva che ricalca nelle forme e nello spirito la mitica Lancia Stratos.

Dettaglio fari posteriori

Complimenti perché l’esercizio di stile è notevole ed il risultato di altissimo livello. Sembra veramente di vedere la Stratos ristilizzata ma con tutto il suo carattere esuberante. 

La linea a cuneo, il parabrezza semicircolare (davvero particolare) e i serbatoi laterali, tutto come una volta.


La parte posteriore con i grandi fari circolari, la coda tronca, il vistoso spoiler fanno rivivere le sensazioni di allora. Una di fianco all’altra, nuova e storica si assomigliano tantissimo, sembrano gemelli nati a 40 anni di distanza l’uno dall’altro. Anche lo spoiler sul tetto è quello di una volta, persino cofano anteriore e posteriore con apertura simmetrica richiamano la mitica Lancia.

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Il cuore Ferrari aggiunge valore a questa supersportiva che porta bene il V8 da 4,3 litri della 430 Scuderia con oltre 500 CV. Il telaio in alluminio e carrozzeria in fibra di carbonio fanno sì di non superare i 1250 kg e rendono questa vettura molto maneggevole ed attaccata all’asfalto. 330 Km/h di velocità massima.

Ma anche questa non è una novità, in quanto, se la Stratos inizialmente aveva adottato un modesto 1,6 litri di origine Fulvia HF, in seguito, Ugo Gabbato, allora direttore Generale Lancia, convinse Enzo Ferrari a “prestare” il 246 Tasmania alla Stratos per meglio competere nelle gare. E così il V6 di Maranello fu installato in posizione centrale trasversale sulla Lancia.

Ferrari presta il suo 246 Tasmania

Nonostante il prezzo iniziale esuberante (forse 700.000€), come l’anima di questa vettura a serie limitata di 25 esemplari, la nuova supersportiva è destinata a rivalutarsi presso gli appassionati e collezionisti.

Stratos serie limitata

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