Geely, dopo Volvo compra Lotus

Lo storico marchio inglese di vetture sportive diventa cinese
Geely, dopo Volvo compra Lotus

La Casa di Hethel soffre da anni di difficoltà economiche e Geely desidera “scatenare tutto il potenziale Lotus” - ha dichiarato il direttore finanziario di Geely Daniel Donghui Li – “portando il marchio verso una nuova fase di sviluppo presentando nuovi prodotti e tecnologie". Il tutto grazie ad una vigorosa iniezione di capitali.

Il gruppo cinese Zhejiang Geely Holding - uno dei quattro più grandi costruttori cinesi (ha acquisito da FORD la svedese Volvo nel 2010 per la modica cifra di 1.8 miliardi di Euro dell’epoca) si appresta ad acquisire lo storico marchio di vetture sportive inglese fondato nel 1952 dal mitico Colin Chapman. L’azienda cinese acquista il 49,9% della malese Proton e per “soli” 130 milioni di dollari il 51% dello storico marchio inglese di auto sportive Lotus. Non si tratta di un’acquisizione da poco, considerando che nella fase finale della trattativa ad asta erano presenti anche Peugeot, Renault e Suzuki.

Lotus exige Cup

Lotus exige Cup

Geely intende innanzitutto sviluppare e rivitalizzare sia Proton che Lotus, la prima come fondamentale produttore Malese (il 50,1% resterà nelle mani della DRB-Hicom di Syed Mokhtar Al-Bukhary) e la seconda per far crescere globalmente il brand, ma anche in ragione di future probabili norme più severe sulle emissioni.  

L’intervento di Geely sulla futura produzione della Proton (attualmente a circa 350.000 unità all’anno nei due stabilimenti malesi di Shah Alam e Tanjung Malim) dovrebbe prevedere l’utilizzo delle piattaforme e delle altre moderne tecnologie che i cinesi hanno sviluppato assieme a Volvo, ma soprattutto apre importanti sbocchi commerciali all’azienda malese sul mercato cinese.


La casa automobilistica britannica è stata fondata nel 1952 dal geniale ingegnere inglese Anthony Colin Bruce Chapman (le sue iniziali sono presenti nel famoso logo a sfondo giallo e verde) ed è passata di mano diverse volte: nel 1986 alla General Motors, nel 1993 (attraverso la lussemburghese ACBN Holding) a Romano Artioli, patron della Bugatti, e nel 1996 alla malese Proton.  La Lotus deve la sua notorietà mondiale anche alla costruzione di monoposto per la Formula 1 iniziata nel 1958. Divenne ben presto uno dei Team più vittoriosi di sempre, portando a casa 79 vittorie di Gran Premi e sette titoli mondiali.

Lotus Evora

Lotus Evora

Famosi anche i piloti che corsero con le monoposto inizialmente verdi (poi colorate di nero e oro in onore allo sponsor John Player Special) tra cui Jim Clark (che perse la vita durante una gara su monoposto Lotus), Emerson Fittipaldi, Mario Andretti, Nigel Mansell, e Ayrton Senna.

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L’ing. Chapman diventò famoso per l’introduzione di grandi innovazioni tecnologiche in Formula 1 tra cui tra cui il telaio monoscocca, il motore con funzione portante, i radiatori laterali, le sospensioni attive e anche lo sfruttamento del fenomeno noto come effetto suolo (vietato nelle corse dopo la morte di Jilles Villeneuve). Le Lotus vinsero tanto grazie a queste geniali quanto rivoluzionarie innovazioni

Tra gli ultimi modelli di produzione stradale ricordiamo la Elite, la Elan, la Elise, la Exige, Europa, Esprit e la Evora. Tutte leggerissime ed a due posti secchi.
Lotus attualmente produce circa 2000 vetture all’anno, tutte rigorosamente realizzate a mano, come vuole l’antica tradizione britannica di Hethel, una cittadina a poco più di 100 miglia a nord est di Londra.

Lotus Elite 1978

Lotus Elite 1978

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