Storie
07/12/2020

Fiat Panda compie 40 anni: nata dalla matita di Giugiaro, innovativa e geniale

La regina delle utilitarie compie quarant’anni ma oggi come nel 1980, è sempre giovane, fresca e al passo coi tempi. Pratica ed essenziale, parca nei consumi e comoda. Un successo senza tempo.
Fiat Panda compie 40 anni: nata dalla matita di Giugiaro, innovativa e geniale

Nasce nel 1980 e di fatto si posiziona tra la Fiat 126 (che uscirà di fatto dal mercato nel 1987 con la presentazione della versione bis prodotta in Polonia) e la 127 che finirà la carriera nel 1982 quando si passa alla terza serie (un palliativo in attesa della Fiat Uno).

Le caratteristiche di un mito: la Panda

Rispetto alle vetture dell’epoca si presentava come un elemento dirompente sia per il design, che per la concezione degli spazi e della versatilità. Allora ha generato notizie e reportage su Fiat e sulle sue automobili.

È stata pensata per essere utilizzata sia per la famiglia che per il lavoro. Innanzitutto flessibile, economica e pratica in tutti i sensi.

Rivoluzionaria per alcune concezioni, come gli interni completamente sfoderabili e lavabili, oppure la panca posteriore che diventa un letto o una “culla” per stabilizzare gli oggetti altrimenti liberi. Semplice anche nella meccanica ed essenziale nelle finiture.

Questo è la prima Panda nel 1980, costruita per 22 anni e venduta in 4 milioni di unità.

Fiat Panda 2003

Fiat Panda 2003

Dal 2003, la Panda cambia e la produzione si trasferisce in Polonia, anche se all’inizio la FIAT commise il grande errore di cambiarle nome in Gingo. Renault protestò poiché troppo simile alla Twingo, piccola monovolume francese di successo, e così fece marcia indietro e ripristinò il nome Panda.

La terza generazione tornò ad essere prodotta a in Italia a Pomigliano d’Arco (2013). Sempre smagliante, sempre sbarazzina, sempre più pratica e funzionale alle più diverse esigenze.

Ad oggi ne sono stati venduti oltre otto milioni di esemplari e Fiat Panda, alla terza generazione, rimane la vettura più venduta sul mercato italiano.

È stata la prima utilitaria a trazione integrale e la prima, agli inizi degli anni ’80, utilitaria completamente elettrica, quando ancora non si parlava proprio di certi temi.

Il design, le linee semplici che hanno fatto breccia

Giorgetto Giugiaro, il grande designer di automobili, ci ha messo lo zampino, ha osato non poco nella realizzazione della Panda.

Siamo alla fine degli anni ’70 e Fiat Panda entra nella storia con una vettura molto squadrata, a partire dal parabrezza piatto (non lo aveva neanche la Fiat Cinquecento) che erano reminiscenze da Renault 4. Paraurti in plastica e fascioni laterali antiurto, perfetti per la città.

È stata concepita talmente bene che per vent’anni (dal 1980 al 2002), la Panda non ha ricevuto nessun restyling alle lamiere che sono la parte più costosa da modificare. Non accadeva dai tempi del Maggiolino Volkswagen

Fiat Panda oggi

Fiat Panda oggi

Per Giugiaro la Panda doveva rappresentare un “elettrodomestico a quattro ruote”, pratico e simpatico allo stesso tempo.

Le linee piatte, il taglio netto dell’ampio portellone posteriore, l’ampiezza delle superfici vetrate, la generosità degli interni hanno fatto scuola per tutte le generazioni future delle utilitarie che sono venute dopo il mitico animaletto preso in prestito dal WWF (che peraltro ha ricevuto una cospicua donazione per non fare causa a FIAT per il nome).

Tre metri e mezzo di una piccola e simpatica rivoluzione che ha reso finalmente sfruttabili le utilitarie, che prima di Panda erano dei piccoli mezzi per spostarsi in città. Panda introduce e applica appieno il l’idea di spazio multiuso all’interno dell’abitacolo sia per i passeggeri che per la spesa, che per le biciclette dei bimbi, che per i piccoli carichi di lavoro o mobili componibili (l’Ikea arrivò in Italia solo nel 1989).

Interni

Piccola dentro e grande fuori, una scatoletta a detta di alcuni. Squadrata per la massima modularità degli spazi.

Grandi superfici vetrate (allora erano una vera novità) e tanti spazi o tasche dove riporre gli oggetti. A partire dalla plancia (molto semplice ed essenziale) lungo la quale scorreva una tasca infinita che correva tra i due lati della vettura. Ci si poteva mettere di tutto.

Anche le portiere avevano dei grandi spazi (anche questa era una innovazione). Mancavano solo i supporti per le bottiglie tra i sedili (ma allora non si usavano in modo così diffuso come oggi). I tessuti lavabili erano un’altra piccola rivoluzione.

Interni Fiat Panda

Interni Fiat Panda

Ma la grande novità che ha fatto breccia è la semplicità e la flessibilità della panca posteriore che era sostanzialmente costituita da tre tubi che si potevano agganciare in diverse posizioni per costruire una “culla” per riporre oggetti sciolti che non rotolassero in giro, un letto matrimoniale oppure sparire completamente per lasciar spazio ad un vano di carico molto ampio.

Era la piccola grande Fiat versatile.

Fiat Panda è la interpretazione piena del concetto di abitabilità che poi verrà sviluppato nei decenni a seguire con le Station Wagon e poi con i SUV e Crossover.

Le motorizzazioni della Fiat Panda 

La prima Panda 30 aveva un motore bicilindrico 650 cc raffreddato ad aria (derivato da quello della 126 seconda serie che di cavalli ne aveva solo 24) con 30 CV di potenza massima velocità massima di 115 Km/h, “omologata per 5 persone” diceva la pubblicità dell’epoca.

C’era anche la versione 45 con il 4 cilindri 903cc di derivazione Fiat 127 (un classico quattro cilindri con distribuzione ad aste e bilancieri indistruttibile e dalle buone prestazioni della Casa torinese) che era riservato alla versione top di gamma.

Altri tempi, altri stili di vita, altre esigenze di mobilità. La Panda 30 raggiungeva i 115 Km/h e la 45 i 140 Km/h (la velocità massima sulle autostrade del tempo).

Fiat Panda 30

Fiat Panda 30

Stiamo parlando dell’epoca dei carburatori, delle bobine, del tirare l’aria per accendere il motore a freddo. Non c’erano ancora gli Airbag, l’ABS o centraline elettroniche sofisticate. Le auto in Italia si riparavano ancora sul marciapiede e via.

Il segreto di Fiat panda in termini di motori è stato quello della scelta della massima affidabilità utilizzando due propulsori già collaudati e molto apprezzati per la loro economia di gestione e ottime prestazioni.

Come accadeva spesso all’epoca, il vano motore ospitava sia la batteria (oggi spesso è riposta in vani dedicati all’interno dell’abitacolo, sotto i sedili o nel vano di carico) e la ruota di scorta (oggi, se presente, è sotto il pianale del bagagliaio), ad ulteriore dimostrazione della semplicità costruttiva.

Il video di Fiat Panda dell’epoca qui sotto rende l’idea dei tempi e del cambiamento dei costumi in atto.

Panda 4x4

Siamo nel 1983, andavano di moda i grandi fuoristrada e 4X4, Fiat ha la geniale idea di lanciare la prima piccola vettura a trazione sulle quattro ruote, il fuoristrada per tutti e per tutte le tasche.

Ha creato la Panda 4X4 che si è rivelata un'auto dalle grandi qualità fuoristradistiche, sia per la trazione che per leggerezza, che per agilità. Ha dato del filo da torcere alle più blasonate “Jeep” dell’epoca, ad un prezzo veramente accessibile.

Fiat 4x4 anni 80'

Fiat 4x4 anni 80'

Per la trasformazione, il gruppo di Torino si è avvalso dell’esperienza consolidata del gruppo austriaco Steyr-Puch, specializzato in veicoli per fuoristrada e piccole produzioni e serie speciali, che ha realizzato il blocco cambio-trasmissione, incluso albero di trasmissione e differenziale posteriore.

La nascita della Fiat Panda integrale ottiene un grande successo sia per la sua agilità e grande economicità, ma soprattutto per le sue qualità in fuoristrada leggero che le permettono di diventare subito la regina di chi abita in zone di montagna o di campagna.

Certo non aveva la potenza ed il telaio dei grandi 4X4 dell’epoca, ma si difendeva egregiamente bene. Il piccolo motore da 965 cc da 48 CV (ereditato dall’Autobianchi A112) portava la Panda 4X4 dove voleva con grande destrezza e disinvoltura. Oggi le Panda 4X4 sono quasi vetture da collezione.

Lo sapevate che la Panda nel 2017 ha partecipato alla Dakar (si è disputata in Argentina, Bolivia e Paraguay, per un totale di quasi 9.000 km quell’anno) ed ha completato con successo le 12 tappe della gara fino ad arrivare alla a Buenos Aires senza problemi con alla guida il pilota-imprenditore di Telgate Giulio Verzeletti?

Fiat Panda 4x4 Dakar

Fiat Panda 4x4 Dakar

La Panda oggi

Le caratteristiche della Panda sono rimaste immutate, sono cambiati gli ingredienti, più moderni e tecnologici.

“Se non ci fosse bisognerebbe inventarla” era lo slogan del video Fiat Panda degli anni ’80. La nascita della Fiat più versatile mai vista è stata l’occasione per il gruppo torinese di rinnovarsi, tanto che di lì a poco fu lanciata a Cape Canaveral (sede della NASA americana) la Fiat Uno, la grande utilitaria del rilancio, equipaggiata con il motore FIRE che poi verrà adottato anche da Panda in versione 70 e 1.000 cc.

Il compleanno di Fiat Panda è anche l’occasione per celebrare un capitolo della storia che ebbe con Fiat Panda l’occasione di rilancio europeo del marchio italiano. Allora la regina della Fiat era lei, la mitica Panda.

Semplice, simpatica, pratica ma anche economica, oggi come allora Panda interpreta l’esigenza di mobilità moderna con motori a benzina o ibridi.

Sono passati 40 anni di storia di Fiat, e la Casa torinese ha saputo rinnovarsi, prima acquisendo Jeep (diventando il gruppo FCA Fiat Chrysler Automobiles) e ora unendo le forze con il gruppo PSA (Peugeot Citroën, Opel e DS) per creare il nuovo gruppo Stellantis.

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