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07/09/2021

Incentivi del governo finiti: e adesso? Verso il rifinanziamento

Sono finiti gli ecoincentivi per l’acquisto di auto elettriche e ibride plug-in. Che cosa succederà ora? Andiamo a scoprirlo insieme
Incentivi del governo finiti: e adesso? Verso il rifinanziamento

Correva l’anno 2018, e il primo governo Conte, appoggiato dal MoVimento 5 Stelle e dalla Lega, varava nella propria legge di bilancio un incentivo statale di proporzioni sostanziose, al fine di favorire l’espansione in Italia del commercio delle vetture elettrificate.

Bisogna dire che ai tempi la quota di mercato che questa tipologia di auto occupava era minima (solo lo 0,5% del totale venduto), ma nel corso degli ultimi tre anni abbiamo assistito ad un importante cambio di passo e di paradigma.

Anche grazie a questi incentivi infatti, le auto elettriche nel 2021 sono arrivate ad essere un decimo delle auto acquistate.

Un risultato importante, che ha visto come protagonisti anche le flotte di noleggio auto e il fiorire delle colonnine pubbliche di ricarica nelle nostre città e nei centri commerciali.

favorire l’espansione in Italia del commercio delle vetture elettrificate

ecobonus per favorire l’espansione in Italia del commercio delle vetture elettrificate

Ormai non è affatto raro imbattersi nelle suddette colonnine in aree di parcheggio appositamente dedicate: nelle nostre città si stanno moltiplicando e questo è un ottimo segnale per l’ambiente.

Senza contare anche la legge dell’incentivo del 110% sulle case, che prevede tra le altre misure adottabili per l’ottenimento del bonus, la predisposizione dei garage per la ricarica delle vetture elettrificate.

Tutto ciò ha però un prezzo: quello di avere messo in seria difficoltà lo Stato italiano, che ha terminato i fondi per gli incentivi già prima del rientro dalle ferie estive.

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Ora sta al governo guidato da Mario Draghi rifinanziare il fondo per l’acquisto di auto elettrificate, ma fino al varo della legge di bilancio del 2021 non c’è ancora niente di certo.

La situazione di ambiguità sta facendo turbare i costruttori di auto elettriche, che si aspettano adesso un calo sensibile nelle vendite.

D’altronde bisogna constatare che i prezzi di listino di queste vetture sono infatti proibitivi per la maggior parte dei potenziali acquirenti, e senza incentivi la domanda potrebbe calare nettamente.

Le soluzioni possibili sono quindi uno stallo nella speranza di nuovi incentivi (opzione che alla fine della stesura di questo articolo si è concretizzata) o ancora una ipotetica rimodulazione verso il basso dei listini stessi:

attivi i fondi per l’acquisto di auto a benzina

Attivi i fondi per l’acquisto di auto a benzina

pensiamo che ora per acquistare una Dacia Spring, forse la vettura elettrica più economica sul mercato, sono necessari 20.000 euro a fronte dei soli circa 11.000 euro (ma anche 8000 euro in alcune regioni grazie a ulteriori bonus) quando gli ecoincentivi erano presenti.

Uno schiaffo non da poco per una vettura che si propone come l’economica per eccellenza e che con gli incentivi di fatto lo era: ora molti sono preoccupati anche dalle consegne, temendo che esse slittino facendo uscire l’auto dalla finestra degli incentivi statali.

Non sono tutte uguali

Di auto elettriche e delle loro differenze avevamo già parlato in questo articolo: Auto elettriche e ibride… senza veli.

Per un breve riassunto, si definiscono elettriche le vetture che non hanno un motore a scoppio, ma una batteria al posto del serbatoio e sono spinte da un motore totalmente elettrico.

Nell’ecobonus, esse venivano definite come vetture che emettessero tra o e 20 grammi di anidride carbonica per chilometro percorso.

auto elettriche

Auto elettriche

Si definiscono invece vetture ibride plug-in (o elettriche alla spina come spesso sentiamo dire) veicoli con un motore a scoppio supportato da un motore elettrico, la cui batteria è ricaricabile, a differenza delle altre ibride, a una colonnina o ad una wallbox, o comunque a una qualsivoglia presa di corrente.

Queste erano definite come le auto emettenti tra 20 e 60 grammi di anidride carbonica per chilometro percorso.

Come abbiamo detto, quando i fondi sono entrati in vigore nel 2018 le auto elettrificate o elettriche rappresentavano lo 0,5% delle vendite: si trovano adesso al 10% dei volumi di vendita, un dato che fa ringraziare il pianeta ma che ha totalmente spiazzato lo Stato, che si trova ora senza fondi per andare a continuare a incentivare le vendite nel nome di una mobilità più green e sostenibile.

Fondi esauriti

I fondi che erano stati assegnati dal governo giallo-verde per l’acquisto di auto elettriche nel 2021 ammontavano a 116 milioni di euro.

Il ministero per lo sviluppo economico ha però adesso annunciato, attraverso un comunicato ufficiale, che questi fondi si sono già esauriti, praticamente prima della fine delle ferie estive e quando mancano ancora quattro mesi alla fine dell’anno.

Il paradosso è che rimangono invece attivi i fondi per l’acquisto di auto a benzina o diesel a basso impatto ambientale: sono molte le proteste contro quella che viene vista come una situazione “alla rovescia”.

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Il fatto che i fondi si siano così presto esauriti testimonia comunque quanto sia stato sottovalutato l’impatto che le auto elettriche avrebbero avuto nel corso del 2021.

Adesso il rischio è che per il resto dell’anno i consumatori si trovino senza fondi per poterne acquistare una: chi poteva è già salito sul carrozzone in anticipo insomma, e forse sta già godendo dei frutti di queste risorse messe in campo dal governo.

Adesso il metaforico pallone (o forse in questo caso la patata bollente) passa nelle mani dell’esecutivo guidato da Mario Draghi, governo che da settembre dovrà iniziare a lavorare alla finanziaria per il 2022  la legge che alloca i fondi dello stato per l’anno successivo e che determina quindi dove i soldi dei contribuenti verranno spesi, potenzialmente anche su bonus per le vetture elettriche.

mobilità più green e sostenibile

Mobilità più green e sostenibile

L’auspicio è che il governo torni a finanziare il fondo per l’acquisto delle auto elettrificate, consentendo quindi ai consumatori di continuare ad usufruirne.

Per il momento però, la piattaforma di prenotazione dell’incentivo statale è stata bloccata.

Quello che è certo è che senza un rapido intervento del governo, come sottolinea anche l’associazione Motus-E, si vada a tagliare le gambe a un settore che stava trainando la ripresa del comparto auto e la possibile svolta green e sostenibile del paese.

Un “lusso” che proprio non possiamo permetterci.

Nuovi incentivi in arrivo

Proprio a stesura completata, ci giunge la benvenuta notizia che gli incentivi sono stati rifinanziati: il decreto Infrastrutture ha infatti appena stanziato (venerdì 3 settembre) i fondi destinati all’extrabonus verso l’ecobonus: sono in arrivo 57 milioni ma incentivi più bassi, con in più il rischio che gli stessi vadano a esaurirsi entro la fine di ottobre.

extrabonus verso l’ecobonus

Extrabonus verso l’ecobonus

Con la sparizione dell’extrabonus, che era accessibile dalle concessionarie, diminuisce anche la percentuale di sconto sui veicoli, quantificata in una riduzione di circa un terzo dei fondi precedentemente ottenibili.

Si potrà ora avere fino a un massimo di 6000€ di sconto sulle vetture elettriche e 2500€ sulle ibride plug-in.

Sperando in un piano più strutturato, restiamo in attesa di ulteriori novità.

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