Alex Zanardi: l'uomo che ha reso l'impossibile possibile
Ricordiamo non solo un pilota di Formula 1, ma un uomo che ha trasformato le sue disavventure in grandi opportunità di vita professionale e personale.
Ricordiamo un uomo che, con la sua voglia di vivere, ha ispirato tantissime persone nelle sue stesse condizioni le quali, altrimenti, si sarebbero lasciate andare ma che invece, proprio come lui, hanno ricominciato a vivere. Alex Zanardi ora ci insegna che l’impossibile è possibile.
Alex Zanardi, oggi ricordiamo un campione di forza di volontà e determinazione
Pensiamo ad Alex Zanardi, alla moglie Daniela e al figlio che lo hanno sempre accompagnato e sostenuto nelle sue avventure e disavventure, come a un esempio per tutti noi.

Primo Piano su Alex Zanardi mentre Sorride
Ma che cosa è successo ad Alex Zanardi? Dopo l’ultimo incidente in handbike avvenuto in Toscana, divideva il suo tempo tra la sua casa di Padova e le cliniche per la riabilitazione.
Purtroppo, alla fine la morte è arrivata anche per lui ed è sopraggiunta dopo cinque anni di convalescenza e difficoltà, tenute riservate dalla famiglia che ha chiesto discrezione in quest’ultimo periodo.
Ricordiamo questa sua frase divenuta celebre: «Ci sono sempre due scelte nella vita: accettare le condizioni in cui viviamo o assumersi la responsabilità di cambiarle».
La storia di un pilota e di un uomo incredibile
Figlio di un idraulico e di una sarta di Castel Maggiore (Bologna), classe 1966, ci lascia Alex Zanardi all’età di 59 anni. Pilota, uomo indomito e capace di reinventarsi nonostante le avversità della vita; sono state tantissime le attività intraprese da questo grande sportivo: F1 ma non solo.
Dopo una grande passione per i kart da giovanissimo, ecco il passaggio in Formula 3 e in seguito l’approdo in Formula 1. Poi, a causa anche dei risultati deludenti, riprende la sua carriera di corse e si trasferisce negli Stati Uniti per correre in Formula CART.

Alex Zanardi alla Guida di una BMW
Sapete come si chiamava la sorella di Alex Zanardi? Cristina; ci teniamo a dirvelo perché lei è stata importantissima nella vita di Alex perché è morta in un incidente d’auto nel 1979, e questa è stata la prima gr,ande tragedia che ha segnato la famiglia di Zanardi.
L’incidente in cui Zanardi perse le gambe
Come noto a qualsiasi ammiratore di Alex Zanardi, l’incidente nel 2001 fu quello che più di tutti cambiò la sua vita. Siamo nel campionato di Formula CART americana, nel circuito tedesco di Lausitzring e, durante un rientro in pista avvenuto dopo una sosta ai box, la vettura di un altro pilota, Alex Tagliani, gli piomba addosso e travolge la sua monoposto nella parte frontale.

Alex Zanardi con BMW M8 GTE
Si pensa subito al peggio, data la violenza dell’impatto, ma Alex Zanardi, anche se in condizioni molto critiche, sopravvive: rimane con solo un litro di sangue in corpo (condizione che per gli scienziati della NASA americana comporterebbe la morte) e viene salvato per miracolo. Gli vengono amputate entrambe le gambe, ma gli rimangono tutto il suo coraggio e la sua voglia di vivere.
La rinascita dopo l’incidente
Vi starete chiedendo cosa è successo dopo ad Alex Zanardi: avrebbe potuto mollare tutto, rimanere a pensare alle gambe che ha perso, come probabilmente avrebbe fatto qualsiasi altro pilota. Alex ha però scelto, con determinazione, di concentrarsi sul corpo che gli rimaneva e questa è stata la mossa che gli ha svoltato la vita, nonostante tutte le difficoltà che ha dovuto affrontare.

Alex Zanardi con Team Piloti BMW
Alex Zanardi senza gambe è tornato più forte che mai, armato di una grande forza di volontà e con la sua passione per le corse in macchina. Nonostante la grave disabilità che lo poneva in condizioni molto più avverse rispetto agli altri piloti, Alex è riuscito a gareggiare ancora in un mondo, quello delle competizioni automobilistiche, che già di per sé non è proprio facile.
Dalla handbike al triathlon
Sapendo di non poter più camminare, Alex Zanardi sviluppò le sue braccia oltre ogni limite e nel 2007 riprese a competere in eventi sportivi, non a bordo di una vettura da corsa, bensì di una handbike, ovvero una speciale bicicletta a tre ruote, progettata appositamente per essere manovrata senza utilizzare le gambe.
Il manubrio della handbike non serve solo per svoltare ma sostituisce i pedali e viene fatto ruotare come un mulinello da pesca tramite l’utilizzo delle braccia per far muovere la ruota motrice anteriore che, in questo caso, è anche la ruota direttrice e frenante. Le due ruote posteriori sono pertanto ruote condotte, necessarie a mantenere la stabilità del velocipede, ma trainate da quella anteriore senza un sistema di trasmissione.

Alex Zanardi sulla Handbike durante una Competizione alle Hawaii
Ovviamente lo sforzo impiegato dall'atleta è superiore ma questo non è mai stato un problema per il grande Alex, il quale esordì alla maratona di New York (nella sezione dedicata alle handbike) e conquistò il quarto posto.
Negli anni successivi Alex Zanardi partecipò anche a diverse competizioni di triathlon dove, oltre alla handbike, ha potuto mostrare anche le sue doti da nuotatore. Zanardi partecipò persino all'Ironman, ovvero una delle competizioni di triathlon sulla distanza più impegnative al mondo.
Le vittorie più importanti oltre alle corse automobilistiche
Queste sono solo alcune delle cose che ha fatto Alex Zanardi dopo le gare in macchina. Giusto per fare qualche altro accenno ai successi del pilota negli sport per atleti con disabilità: nel 2013 Alex Zanardi, in Canada, conquistò la Coppa del mondo in handbike. Nel 2016 in Brasile ai Giochi Paralimpici di Rio de Janeiro si portò a casa due medaglie d'oro: nella cronometro H5 e nella staffetta mista H1-5, oltre a una medaglia d'argento nella gara in linea H5.
Restando in tema, sapete quante medaglie d'oro ha vinto Alex Zanardi ai Giochi paralimpici di Londra 2012? In totale nel paraciclismo Alex ha conquistato quattro medaglie d'oro, oltre all’argento nella staffetta a squadre miste.
Ricordiamo con affetto e passione le scene di Alex in lacrime, il 14 settembre 2016 alla premiazione della cronometro H5, con in sottofondo le note dell'Inno di Mameli.
Alex Zanardi, l’incidente del 2020 in handbike
È 19 giugno 2020 e siamo a Pienza, in Toscana, durante una manifestazione di beneficenza che attraversava l’Italia e della quale Alex era uno dei promotori. In un terribile incidente, la handbike di Alex Zanardi finì contro un camion fermo in curva sulla Statale 146, a causa della perdita di controllo del velocipede a tre ruote. Alex fu ricoverato d’urgenza ma questo secondo, grave incidente fu quello dal quale non poté più risollevarsi.

Primo Piano su Alex Zanardi con Tuta ITALIA
Il tempo durante il quale Alex Zanardi stette in coma farmacologico fu di un mese e subì diverse operazioni chirurgiche, tra cui un intervento neurochirurgico e uno maxillo-facciale all’ospedale di Siena, per poi essere trasferito in un centro specializzato a Lecco e successivamente al San Raffaele di Milano dove venne messo in terapia intensiva per complicazioni sopraggiunte.
Gli ultimi anni di Alex Zanardi
Una volta messo fuori pericolo e solo dopo aver raggiunto una «condizione fisica e neurologica di generale stabilità», Alex Zanardi venne trasferito all'ospedale di Padova dove, a gennaio 2021, riacquistò coscienza. Nel dicembre del 2021, Zanardi rientrò nella sua abitazione a Noventa Padovana, dove continuò le terapie e la riabilitazione, accompagnato e seguito con grande affetto e partecipazione dalla famiglia.
Ancora una volta Alex era sopravvissuto ma le lesioni cerebrali e neurologiche non guarirono mai: nonostante le sue condizioni siano rimaste relativamente stabili nel corso dei 5 anni successivi, anche grazie a 12 interventi e a un lento percorso di riabilitazione, Alex Zanardi si è spento il 1° maggio 2026 a 59 anni, a causa di un aggravamento improvviso della sua situazione psicofisica. I suoi ultimi momenti sono stati sereni e li ha trascorsi in compagnia dei suoi cari.
Qual è la regola dei cinque secondi di Alex Zanardi?
Per vincere nello sport e nel quotidiano, Alex Zanardi ha coniato una sua regola che ha sempre applicato nelle competizioni e che ha utilizzato per superare le avversità che la vita gli ha messo davanti.

Alex Zanardi alla Guida di una BMW Pronto a Gareggiare
Se ci pensiamo, nei momenti di difficoltà, quando lo stress o gli sforzi sono già al massimo, si tratta di trovare le forze necessarie e determinanti per vincere... o sopravvivere. Zanardi diceva: “Quando pensi di aver dato tutto, tieni duro ancora cinque secondi”. Sembra banale, ma immedesimandoci in una situazione competitiva difficile, questo atteggiamento può essere determinante.
L’ironia e la semplicità come ancore di salvezza
Conosciamo l’ironia di Zanardi che lo ha salvato dal lasciarsi trascinare dalla depressione e lo ha reso ancora più simpatico al suo amato pubblico, sportivo e non. L’ironia lo ha aiutato anche ad affrontare il mondo della disabilità nel quale si è trovato dopo aver perso entrambe le gambe. La sua vita è cambiata radicalmente e lui ha saputo adattarsi senza voler guardare indietro e senza lasciarsi prendere dai rimorsi. Questa è una sua frase celebre che rappresenta Alex Zanardi: "Se non avessi avuto l’incidente in cui ho perso le gambe ora non sarei così felice".

Alex Zanardi con BMW M4 DTM
In un’intervista a Massimo Gramellini, Alex Zanardi riporta la frase che il suo nipotino gli disse dopo che i due avevano ruzzolato insieme nel soggiorno, giocando a nascondino: «Da grande voglio guidare una macchina da corsa e non avere le gambe come lo zio». Alex ha saputo approfittare del poter nascondersi (senza gambe, che lo avrebbero limitato nei movimenti) tra le sedie, dietro al camino, come un bambino: ha saputo trovare una chiave giocosa e ironica a una disfatta. Un grande atteggiamento mentale, libero e felice.
Alex Zanardi, oggi rimane a noi il suo messaggio
Nonostante le gravi difficoltà, Alex Zanardi ha vinto la sua battaglia grazie al suo atteggiamento mentale che gli ha permesso di accettare il destino avverso e guardare avanti, con una grande forza interiore e determinazione verso le avversità della vita.
Zanardi ha costruito la sua nuova vita pensando a quello che sarebbe potuto ancora diventare e non guardando a ciò che ha perso per sempre (le gambe): “La mia Olimpiade ho cominciato a vincerla nel letto d’ospedale, quando non ho perso tempo a chiedermi ‘perché a me?’, ma ho iniziato a pensare: ‘con quello che mi è rimasto cosa posso fare?’. Mi ha aiutato il mio essere curioso”.
Alex è passato dall’adrenalina della velocità della Formula 1 alla fatica spropositata delle gare di maratona come l'Ironman, fino alle sudate spasmodiche sulle handbike con i pedali azionati tramite le braccia. Ci ha infuso grande speranza e motivazione con il suo spirito indomito. Un'altra sua frase rimasta celebre recita: "Spero che questi successi convincano qualche ragazzo disabile a uscire di casa, a riprendere a vivere attraverso lo sport. La vita è sempre degna di essere vissuta e lo sport offre possibilità incredibili per migliorare il proprio quotidiano e ritrovare motivazioni".

Alex Zanardi alla Guida di una BMW Mostra il Pollice
Infine, ci piace ricordarlo con due frasi che sintetizzano il suo credo, il suo motto, il modo di stare al mondo che rende Alex Zanardi un uomo unico e di grande animo: "Credo che la curiosità sia l'unica cosa di cui abbiamo bisogno nella vita"; “Se vuoi diventare il numero uno per i soldi o le veline non ce la farai mai. Forse ce la farai se lo fai per divertirti”.
Alex Zanardi ha saputo accettare la realtà e ripartire da lì. "Arrendersi" non ha mai fatto parte del suo vocabolario.