Tecnologia
08/07/2021

Lo smartphone Android diventa chiave per l’auto

Come aprire la portiera dell’auto con il cellulare? Si può fare? Se ve lo siete mai chiesti, grazie all’ultima innovazione del sistema Android 12 lo smartphone diventa ora una chiave per aprire i veicoli.
Lo smartphone Android diventa chiave per l’auto

Un grande passo avanti quello di Android 12, che si presenta con nuove features tra cui spicca, per il nostro interesse, la possibilità di far diventare chiave gli smartphone equipaggiati con questa versione del software.

La release del sistema operativo è prevista per questo autunno e la funzionalità smart key si avrà solo con i modelli compatibili con una chiave digitale. Mentre Apple aveva già annunciato una partnership con BMW per far aprire i veicoli con lo smartphone, Android si accinge a seguire con la massima verve quanto già aveva fatto il colosso di Cupertino.

Addio alla chiave fisica, benvenuta chiave virtuale

Nel corso del Google I/O del 2021 è stata rilasciata la notizia che Android sarà anche una chiave per le nostre macchine, almeno sui modelli compatibili. Il Google I/O rappresenta il punto di incontro tra il colosso di Mountain View e gli sviluppatori.

Qui Google ha annunciato l’arrivo della chiave virtuale per aprire un veicolo, specificando come sia già al lavoro anche essa con BMW e con altri costruttori per portare questa tecnologia a quanto più pubblico possibile.

Fordpass

FordPass

Comincia quindi una nuova era: dopo aver conquistato il settore bancario e dei pagamenti elettronici, gli smartphone attaccano il settore automotive forti dell’esperienza acquisita nel mondo finanziario.

E’ una svolta non da poco: Google promette che si potrà aprire, accendere e chiudere la macchina utilizzando solo il proprio telefono mobile, ovviamente dotato dell’ultima versione del software Android.

Qualcosa esisteva già

Bisogna dire che c’erano già alcune app proprietarie di costruttori di automobili per aprire le portiere con il proprio telefono mobile.

Un esempio lampante è Ford Pass, che permette di:

  • trovare un parcheggio,
  • controllare i livelli di benzina e olio a distanza,
  • avviare il motore dallo smartphone per riscaldare o rinfrescare l’abitacolo.

Un esempio di iterazione già presente quindi, ma non l’unico.

Fordpass permette di abbinarsi al veicolo tramite il codice del telaio, per poi sfruttare appieno le funzionalità avanzate del sistema. Vi svegliate in una torrida giornata estiva? Nessun problema: il climatizzatore si può accendere insieme al motore da remoto. E voi potete preparare in tranquillità la vostra routine mattutina, sicuri che l’auto, senza chiave, non si può spostare.

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Questa è solo una delle tante funzionalità che app già presenti sul mercato permettono di compiere: basti pensare anche a Tesla e a quante funzioni sono controllabili via smartphone.

Google però ha in mente un cambio di passo: non più app diverse e di terze parti, ma una soluzione unica integrata e funzionale per tutti, senza dover installare l’ennesima app o cambiarla quando si cambia veicolo.

Disponibilità

Come ribadito in precedenza, la possibilità di avere una smart key si avrà solo su Android 12 e, al momento del lancio, solo sui dispositivi Pixel e Samsung Galaxy.

Funzionerà su diversi modelli di auto non ancora annunciati, ma che dovrebbero arrivare tra il 2021 e il 2022. Se invece siete utenti iPhone, non avrete problemi a usare Car Key (la funzionalità di chiave virtuale sviluppata a Cupertino) con la BMW Serie 5 MY 2021 – per ora l’unico veicolo con cui Car Key sia compatibile.

Android chiave per l’auto

Android chiave per l’auto

La lista è ovviamente destinata a crescere: come quando arrivò Apple Pay, i costruttori avranno bisogno di un periodo di tempo per adottare la soluzione ma sappiamo che si diffonderà a macchia d’olio, proprio come avvenuto coi pagamenti digitali.

Ma come funziona Android Smart Key?

Vi saranno due tipi principali di sistemi per Android: uno utilizzerà la tecnologia UWB (Ultra Wideband) un tipo di trasmissione a onde corte che permetterà lo sblocco della vettura con identificazione dei ricevitori UWB installati nell’auto con estrema precisione.

Un’altra possibilità viene dall’NFC: in questo caso basterà appoggiare il telefono alla maniglia della portiera per aprirla, così come per pagare appoggiamo il telefonino al POS. Stesso principio di funzionamento quindi, che però richiede di avere in mano il cellulare, mentre nel caso della tecnologia UWB la vettura si aprirà quando siamo in prossimità della stessa, senza dover estrarre il telefono.

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La prima è quindi una soluzione più elegante e “minimalista”, mentre il sistema NFC chiede più partecipazione attiva al conducente. Non che sia un grande problema, intendiamoci, anzi.

Inoltre si potrà condividere la propria chiave virtuale, in modo da poterla prestare a amici o parenti che abbiano bisogno della nostra vettura. I permessi possono essere gestiti dal telefono Android e le chiavi possono poi essere revocate.

Finiti sono i tempi in cui i figli “scroccavano” l’auto di papà prendendo in prestito, diciamo così, le chiavi: adesso tutto sarà gestito da smartphone e una chiave potrà essere revocata anche come forma di punizione, sapendo che senza il telefonino del proprietario la macchina non andrà da nessuna parte.

Un altro capitolo importante è quello della sicurezza: grazie alla tecnologia UWB si potrà cercare la propria auto in un parcheggio fitto di vetture e localizzarla come oggi localizziamo, ad esempio, gli AirTag di Apple o uno smartphone smarrito.

Trovare uno standard

Google e BMW come detto daranno origine alla partnership ma già Kia Motors si è mossa nella direzione di adottare ricevitori UWB, così come Hyundai Motor. Quest'ultima fa parte della FiRa Alliance, un'associazione che si è fatta promotrice della soluzione proposta da Mountain View.

C’è poi il CCC (Car Connectivity Consortium), un gruppo che già si occupa dello sviluppo di tale tecnologia e che vanta al suo interno nomi come Apple, Google, BMW, Samsung, Volkswagen, Hyundai, Honda, LG e GM.

apertura-macchina

apertura auto con smartphone

Tutto questo per poter sviluppare uno standard comune a tutti per l’uso della tecnologia: è questo il passo più delicato, perché bisogna trovare una quadra tra diversi produttori e colossi del mondo IT.

Insomma, staremo a vedere, e crediamo che ne vedremo delle belle! Continuate a seguirci su AutooMag per tutte le news su questo argomento.

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